Verso Varsavia
Diario poetico-fotografico da Varsavia, 27.07.2026-31.07.2026
Verso Varsavia
Àreo!, plano
insima de un aeroplano:
plano sensa fardei,
plano co’i me fradei
polacchi, tutti uguai, tutti europei,
igài stretti da na seat belt
e da na trama fitta
de vói Rayanair.
In cielo, 27.07.2026
VERSO VARSAVIA – Ehi tu!, plano dentro a un aeroplano: plano senza fardelli, plano con i miei fratelli polacchi, tutti uguali, tutti europei, legati stretti da una cintura di sicurezza e da una trama fitta di voli Ryanair.
Godzina W(ybuch)
«Canta di Varsavia, amico mio, la città che il diavolo si portò via.
Del coraggio dei nostri uomini che a nulla è servito.»
DAVID TOSCANA, La città che il diavolo si portò via
A las cinco de la tarde…
del primo agosto del Quarantaquattro
Varsavia ghe provava.
Varsavia poco amada,
contesa e contestada.
Varsavia abituada,
divisa, segregada.
Varsavia conquistada.
A las cinco de la tarde…
del primo agosto del Quarantaquattro
Varsavia ghe provava
però no’a ghe riussiva,
co’i russi deà dea riva
che, immobii, la vardava.
Varsavia bombardada,
rasada, umiliada.
30.07/01.08.2026
ORA DELLO SCOPPIO – Alle cinque del pomeriggio del primo agosto 1944 Varsavia ci provava. Varsavia poco amata, contesa e contestata. Varsavia abituata, divisa, segregata. Varsavia conquistata. Alle cinque del pomeriggio del primo agosto 1944 Varsavia ci provava però non ci riusciva, con i russi sull’altra riva che, immobili, la guardavano. Varsavia bombardata, rasata, umiliata.
Alle 17 del primo agosto del 1944 aveva inizio l’insurrezione di Varsavia, ad opera dell’esercito clandestino di liberazione della Polonia. Liberazione dall’oppressore tedesco (sempre più indebolito dalla morsa alleata) ma anche dalla prospettiva di una futura dominazione russa. L’Armata rossa era infatti prossima ad entrare in città quando la «godzina W» venne comunicata e diffusa dalle staffette partigiane. I tedeschi furono presi alla sprovvista ma presto reagirono radendo al suolo la città vecchia e il ghetto, già fortemente danneggiato durante la rivolta ebrea dell’anno precedente. L’insurrezione fu stroncata definitivamente il 2 ottobre ma la demolizione sistematica della città e del ghetto continuò fino al gennaio del 1945. La storiografia non è ancora concorde sui motivi del comportamento neutrale dei russi: c’è chi sostiene che l’Armata rossa, conquistato a metà settembre il quartiere Praga sulla sponda della Vistola opposta a quella del centro in rivolta, non poté proseguire perché sfiancata dalle recenti operazioni militari anti tedesche; altri sostengono che il mancato intervento in favore dei rivoltosi fu una scelta strategica di Stalin, che lasciò ai tedeschi il lavoro sporco di epurazione della città dagli indipendentisti, potenzialmente scomodi nell’ottica di un controllo russo della Polonia a guerra conclusa.

















